di Giuseppe Luongo * (Pozzuoli, 8.10.2025)
Caldera Flegrea Monitoraggio Bradisismo
In data 7.10.2025 sono stati pubblicati i due Bollettini, sia quello settimanale dal 29 settembre al 5 ottobre, che quello mensile relativo al mese di settembre 2025. Esaminiamo prevalentemente i dati riportati nel Bollettino Mensile.
Sismicità:
-88% degli eventi sono di Magnitudo inferiore a 1.0 o non determinati (N.D.) per la loro bassa magnitudo in rapporto al rumore di fondo (noise);
-La localizzazione degli eventi non muta; è sempre la parte centrale della caldera ad essere più attiva, come può rilevarsi dalla mappa degli epicentri dell’ultimo anno. Anche la profondità degli eventi non muta, raramente supera i 3 km.
-Le Magnitudo calcolate con la durata della registrazione sono spesso sovrastimate, come può leggersi nel Bollettino mensile. La sovrastima produce una valutazione della pericolosità sismica superiore al reale. Anche il terremoto avvertito alle 00:50 del 5 ottobre, con Magnitudo durata 3.3, è sovrastimato, in quanto sulla coda si sviluppano altri due eventi che rendono la durata utilizzata per la sua misurazione inattendibile.
-Nell’attuale crisi l’energia sismica liberata inizia ad essere significativa dall’anno 2023 e raggiunge il valore più elevato nel corso del 2025, come può osservarsi dal grafico di Figura 1.8 del Bollettino Mensile.
-Si segnala anche la maggiore energia sismica liberata nel corso di questa crisi rispetto a quella del 1982-84, mostrata nel grafico di Figura 1.9 del Bollettino Mensile.
Deformazioni del suolo:
Il grafico del sollevamento, riportato in Figura 2.1.4 del Bollettino Mensile mostra il sollevamento dal Novembre 2005 a Settembre 2025; in totale il sollevamento è di 152.5 cm. La velocità media del sollevamento in questo intervallo è stata di circa 7.6 cm per anno, ma tale velocità è variata nel corso del tempo e crescente. Nel sollevamento si osservano anche arresti di breve durata o significativi come quello registrato dal 2013 a metà 2014. Dal Gennaio 2024 a Settembre 2025 il sollevamento è risultato di 33.5 cm con una velocità media mensile di circa 1.6 cm.
Tra le stazioni GNSS che registrano le deformazioni del suolo, la più “tormentata” è quella posta all’Accademia. Si tratta di un sito con caratteristiche geologiche molto diverse dalle altre; la stazione Accademia è posta su un duomo di lava formato da rocce compatte ad elevata rigidità, mentre le altre sono installate su suoli tufacei o piroclastiti sciolte o poco rinsaldate. Si tratta, quindi di una risposta locale che rende la registrazione diversa e con valori inferiori a quelli di stazioni vicine con caratteristiche geologiche diverse.
Nel Bollettino Mensile è riportato un grafico in Figura 2.1.5 dove sono riportate le componenti orizzontali degli spostamenti del suolo, ma mancano commenti in merito alla sorgente di tale scenario. Ritengo che questi dati siano poco utilizzati per la comprensione del processo deformativo in atto e la localizzazione della spinta in profondità.
Esistono altri dati relativi alle deformazioni con tiltmetri, dilatometri, gravimetria e mareometria. A parte i Mareografi che registrano il sollevamento lungo la costa del Golfo con dati coerenti con la rete GNSS, le altre tecniche segnalate forniscono dati oggetto di ricerca, i cui risultati non sembrano utilizzati pienamente per il monitoraggio nel breve e medio termine.
Geochimica
Il monitoraggio geochimico ha avuto negli ultimi anni un notevole sviluppo, ma la complessità dei processi in atto rendono arduo la costruzione di un modello quantitativo, mentre lo sono alcuni processi chimico-fisici sulle concentrazioni di alcuni gas e dell’acqua nei fenomeni idrotermali. Il risultato che emerge, in sintesi, è quello di un sistema idrotermale pressurizzato. Questa condizione potrebbe causare un’esplosione freatica nelle aree maggiormente attive della Solfatara e di Pisciarelli. Gli studiosi affermano che i segnali precursori di tali eventi sono difficili da rilevare e probabilmente in un tempo molto ravvicinato alla manifestazione all’esterno con l’esplosione.
Giuseppe Luongo
Pozzuoli, 08.10.2025
* Giuseppe Luongo, Professore Emerito geofisica Università Federico II, già direttore Osservatorio Vesuviano INGV
