
I SUD SI ORGANIZZANO, SUI NOSTRI TERRITORI DECIDIAMO NOI
Siamo a un momento cruciale per il futuro di Bagnoli: da un lato Manfredi, Meloni e i loro
lacchè sostengono, usando la scusa dell’America’s Cup, la cementificazione della Colmata e la
realizzazione di un porto per ricchi che farà gli interessi di grandi gruppi come MSC. Dall’altro
l3 abitanti e la città lottano per la spiaggia e la bonifica, per la richiesta di lavori concreti e i
propri bisogni di salute. Tutto questo accade mentre, sul piano locale, la crisi bradisismica
continua e la richiesta di messa in sicurezza degli edifici diventa sempre più impellente e, sul
piano internazionale, le guerre condotte da USA e sionisti in Asia Occidentale aggravano il
carovita e minacciano di provocare un “lockdown energetico”. Da una parte ci sono loro –
ricchi, politici e potenti – e dall’altra noi, il quartiere e la città che resiste! Tu da che parte
stai?
Abbiamo un solo modo per bloccare i loro piani: continuare con la mobilitazione
popolare a tutti i livelli. È solo grazie ai blocchi di camion e alle mobilitazioni che, a Bagnoli,
sono state installate le centraline per la rilevazione delle PM (ma non degli altri inquinanti); si è
limitato il numero di camion e betoniere e, infine, si è “rotta” la narrazione mediatica e politica
che presenta l’Amerìca’s Cup come uno strumento di sviluppo e di guadagno a lungo termine.
A livello nazionale, invece, il nostro quartiere e 13 sue abitanti hanno dimostrato cosa significa
«restare umani»: la maggioranza della popolazione è contraria a tutte le forme dì razzismo,
guerra e genocidio – opponendosi alle politiche dei governi italiani ed UE contro 13 migranti,
che reprimono chi manifesta e sciopera, che ci stanno trasformando in uno “stato di polizia” –
e sostengono il popolo palestinese e tutte le popolazioni aggredite da USA, sionisti e
imperialisti.
Mobilitiamoci il 1 Maggio a Bagnoli non solo per il nostro territorio, ma per tutto il
paese: mentre il mondo va alla guerra, facendoci pagare i costi della crisi energetica e delle
spese militari, dobbiamo tornare a rivendicare i nostri bisogni e i nostri diritti. Pace, salute,
aumento dei salari e dei redditi, garanzie occupazionali e servizi si affiancano alle nostre
richieste territoriali di casa, salute, lavoro stabile e garantito, spiaggia e mare libere, bosco,
bonifiche a terra e mare, rimozione della Colmata.
La lotta della popolazione di Bagnoli, dei Campi Flegrei e di tutta la città di Napoli non si
ferma. Stop ai lavori della vergogna, via la colmata di menzogne delle istituzioni – da Manfredi
fino a Meloni – e delle grandi aziende – MSC in primis – che vogliono imporci il loro modello, un
modello di Sud stereotipato, luna park per ricchi e piattaforma bellica per i potenti.
Da Bagnoli a Taranto, da Niscemi a Fiumicino: sui nostri territori decidiamo noi!
