Riflessioni sul contenuto del Bollettino dell’Osservatorio Vesuviano per il mese di agosto 2025

di Giuseppe Luongo * (Pozzuoli, 9.9.2025)

Bollettino Bradisismo Mensile (Agosto 2025) e Settimanale (01-07 settembre 2025)

L’evento di maggiore interesse per l’evoluzione del Bradisismo è il sisma del 1° settembre di magnitudo 4.0 delle 04:55 (ora locale) localizzato a Monte Olibano alla profondità di 2.3 km. A questo terremoto sono seguiti altri eventi di magnitudo significativamente inferiori (alcuni superiori a Magnitudo 2.0). Il terremoto di magnitudo 4.0 è stato utilizzato dai responsabili della linea cumana per giustificare l’interruzione del transito dei treni nella galleria del Monte Olibano, in quanto il terremoto avrebbe prodotto danni alla galleria. Non abbiamo letto alcun documento tecnico in merito. Chi scrive questa nota per i cittadini che vivono nell’area flegrea afferma che l’energia del terremoto non avrebbe potuto produrre danni alla galleria. Una prova è la mancanza di danni che il terremoto avrebbe dovuto produrre agli edifici in area epicentrale. Cosa sia accaduto alla galleria non è dato sapere, ciò che viene comunicato, associando al terremoto danni seri alla galleria, indicherebbe una pericolosità non registrata negli effetti sugli edifici. Se non fosse il terremoto citato la causa dei danni in galleria, chi ha diffuso questa notizia è invitato a rivedere la sua interpretazione. In caso contrario il silenzio sarebbe di forte nocumento nella valutazione della pericolosità dell’area.

L’altro dato importante è il sollevamento del suolo. Se esaminiamo la curva del sollevamento (Figura 4.2 e 4.3) del Bollettino settimanale, questa mostra frequenti decrementi e incrementi della velocità, ai quali si accompagna una diminuzione e un incremento della sismicità. Questo è il dato osservato, resta il problema della causa di tali oscillazioni. La sorgente di questo fenomeno è attribuita alla pressione esercitata da magma o da fluidi sulle rocce sovrastanti. Sulla sorgente c’è un dibattito in atto, ma manca un modello condiviso e non è questa la sede per esplorare l’attendibilità di un modello o di un altro. La curva relativa ai dati registrati questa settimana mostra una riduzione della velocità del sollevamento, rispettando il comportamento descritto di incrementi e stasi. Possiamo ipotizzare che le fasi più critiche con un incremento dell’energia dei sismi sia associata all’accumulo di energia nelle rocce sottoposte alla spinta della sorgente profonda, fino al limite di rottura. Le rocce dei Campi Flegrei sono prevalentemente scarsamente rigide sia per la loro natura di prodotti sciolti o poco rinsaldati che per la loro temperatura. A tutto ciò in alcune aree come Solfatara e Pisciarelli si aggiunge l’aggressività chimica dei fluidi magmatici in risalita. Laddove le rocce sono più consistenti come il duomo lavico del Monte Olibano, l’energia tende ad accumularsi e gli eventi sono meno frequenti di quelli prossimi localizzati alla Solfatara e a Pisciarelli, ma possono raggiungere magnitudo più elevate.

Al momento lo scenario dei segnali premonitori del fenomeno in corso non mostra variazioni significative per avanzare ipotesi attendibili sulla sua evoluzione. Occorrerebbe uno sforzo da parte della comunità scientifica per produrre un avanzamento nella conoscenza della sorgente profonda perché si possa ipotizzare uno scenario significativo per il futuro a breve termine.

* Giuseppe Luongo, Professore Emerito geofisica Università Federico II, già direttore Osservatorio Vesuviano INGV