di Giuseppe Luongo * (Pozzuoli, 7.8.2025)
Si riportano alcune osservazioni facendo riferimento ai Bollettini Settimanali del mese di luglio 2025 e quello mensile di luglio:
- L’evento sismico di maggiore energia è avvenuto il 18 luglio alle 09:14 (ora locale) con Magnitudo 4.0 con errore di calcolo di 0.3 da aggiungere o sottrarre.
L’epicentro è in località La Pietra alla profondità di 2.5 km. Del sisma è stato fornito anche il meccanismo che risulta compressivo, ovvero il terremoto si genera in un volume di roccia dove due blocchi, separati da una faglia, convergono. A poca distanza (area Solfatara – Pozzuoli) i meccanismi osservati per i terremoti di maggiore energia sono tensili, ovvero i blocchi tendono ad allontanarsi l’uno dall’altro. Segnalo che nelle aree di compressione i terremoti in generale liberano maggiore energia rispetto alle aree tensili. Entrambe le tipologie di terremoti sono interpretabili con la spinta dal profondo. (Non entriamo nel merito della natura della sorgente sia essa magma o gas, per evitare confusione nel lettore). Chi scrive questa nota non condivide l’interpretazione dell’EAV che attribuisce all’evento effetti alla galleria della Cumana, in quanto l’energia del sisma è insufficiente a produrre danni ad una struttura in buone condizioni, interpretazione coerente con la mancanza di effetti sugli edifici dell’area. - Invito a esaminare la curva del sollevamento in Figura 2.1.2 riportata sia nel Bollettino Mensile che in quello della settimana, diffuso il giorno 5 luglio. La curva dal 2024 a oggi mostra delle oscillazioni nelle quote misurate alla stazione RITE (Rione Terra). Le oscillazioni sono prodotte dalla variazione della velocità del sollevamento. Si possono individuare 3 intervalli: il primo va da aprile a ottobre 2024; il secondo da ottobre 2024 a giugno 2025, con un inizio a più bassa velocità, per crescere nell’intervallo da febbraio ad aprile 2025, infine un nuovo incremento di velocità da giugno a luglio 2025.
Queste variazioni delle velocità si discostano poco dall’andamento di fondo; pertanto, possiamo dedurre che lo sforzo agente ha un comportamento stazionario. Naturalmente se resta costante lo sforzo il mezzo accumula energia e genera terremoti. Ricordiamo che la deformazione ha una componente viscosa senza fratture e, quindi, senza terremoti e una componente rigida e fragile con terremoti. - Il flusso dei gas alle fumarole di Pisciarelli oscilla tra 20 e 30 kg/ m2 d dal 2021. In buona sostanza il sistema mostra uno stato di stazionarietà.
- Un’osservazione su Monte Olibano. Quest’area mostra un comportamento diverso da quello delle aree circostanti (minore sollevamento). Tale risposta è dovuta alla natura delle rocce dovuta alla loro formazione. Monte Olibano è un duomo lavico, quindi un corpo roccioso compatto e più rigido delle rocce circostanti, quindi, non mostra una deformazione viscosa con le sollecitazioni osservate. Un altro elemento da tenere in considerazione è lo sviluppo in profondità della struttura, ignoto ma non trascurabile, tenuto conto del meccanismo di formazione di un duomo lavico. Infine, il bordo orientale del Monte Olibano è in contatto con terreni meno rigidi; questa condizione determina una discontinuità in quest’area, non una faglia, tale da renderla un punto di debolezza dove può scaricarsi più agevolmente l’energia meccanica accumulata dalla deformazione.
* Giuseppe Luongo, Professore Emerito geofisica Università Federico II, già direttore Osservatorio Vesuviano INGV
